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Cos'è la liquidità bloccata e perché conta

Il meccanismo che impedisce (o permette) al developer di 'staccare la spina'

Cos'è, in parole semplici

Quando un token viene scambiato su un exchange decentralizzato, esiste un "pool di liquidità": una riserva di token e di un'altra valuta (spesso SOL o USDC) che rende possibile comprare e vendere senza bisogno di trovare qualcuno disposto a fare lo scambio esatto nello stesso momento.

Chi crea quel pool può, a meno che non lo blocchi esplicitamente, prelevare in qualsiasi momento tutto il suo contenuto — lasciando chiunque abbia comprato il token senza più nessun modo per rivenderlo.

Perché il blocco è la vera differenza

Bloccare la liquidità significa vincolare quel pool con un contratto (spesso gestito da un servizio terzo indipendente, un "locker") per un periodo di tempo definito, o bruciarla in modo permanente, rendendo impossibile per chiunque, incluso il developer stesso, prelevarla prima della scadenza.

È probabilmente il singolo controllo più importante per un token appena lanciato, dove il rischio di un prelievo improvviso è più alto e più diretto.

Un'eccezione importante da conoscere

Per un token nuovo, con poca liquidità concentrata in un unico pool, una percentuale bassa di liquidità bloccata è un allarme serio.

Ma per un token maturo, con liquidità consistente distribuita su molti mercati indipendenti tra loro, il segnale diventa molto meno decisivo da solo: nessun singolo attore controlla la maggioranza della liquidità complessiva, anche se la percentuale bloccata sembra bassa nel calcolo aggregato. È esattamente il caso di BONK, un token consolidato e legittimo che nei nostri test ha comunque mostrato una percentuale di liquidità bloccata sotto il 20%, senza che questo indicasse un rischio reale.

Come verificarlo tu stesso

Strumenti come RugCheck.xyz mostrano esplicitamente lo stato dei locker per ogni pool di liquidità di un token, incluso per quanto tempo restano bloccati e chi li gestisce.

CriptoCheck calcola una media ponderata in dollari su tutti i pool del token (non solo il più grande), proprio per evitare di farsi ingannare da un singolo pool piccolo bloccato mentre quelli più grandi restano liberi.

Ora che sai cosa significa, prova CriptoCheck su un token vero.

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